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VIS à VIS FUORILUOGO 25  

Anna Capolupo – Lucito . Fesct!

Il progetto di Anna Capolupo è conseguente all’invito a relazionarsi con la ricerca di Antonio Pettinicchi, e alla Pinacoteca comunale, a lui intitolata, che raccoglie un corpus significativo di pitture e incisioni realizzate nel corso dei decenni. A partire da alcuni elementi figurativi presenti nelle opere del pittore lucitese, in modo particolare da dettagli che ne caratterizzano in maniera netta e spesso drammatica lo stile – silhouette umane difficilmente distinguibili, organi interni, elementi medicali, occhi, volti nascosti o dalle fattezze mostruose – Anna Capolupo, proseguendo una ricerca pittorica di forte originalità, ha realizzato dei dipinti a olio su carta, di dimensioni varie, che possono essere portati come delle maschere. Il giorno della presentazione, gli abitanti del paese sono stati protagonisti di una “parata” che dalla casa natale di Pettinicchi ha percorso il paese fino alla Pinacoteca. Fesct! in dialetto locale significa festa; le maschere, i colori, le persone, la partecipazione: le forme conturbanti dell’artista molisano, testimonianza di una vicenda biografica dolorosa e al contempo di un grande vigore creativo, vengono reinterpretate al presente e rese nuovamente generative, in un processo di trasfigurazione che pone in luce la forza della pittura stessa. (Matteo Innocenti)

Lucia Magnifico – Provvidenti . Pietre vive: quattro studi sull’assenza

Lucia Magnifico, durante la permanenza nel piccolo paese di Provvidenti, ha lavorato per sottrazione analizzando, nelle pieghe delle rovine esposte e celate, il tema dell’assenza e della morte (e ripresa) dei paesi. Punto di partenza è stata la constatazione della mancanza dei bambini, e quindi la lontananza da tutta una serie di suoni, risa, rumori, azioni capaci di rendere vitale il luogo. Le quattro installazioni dell’artista sono declinate come una sorta di unica sinfonia visiva e fanno leva su più sensi nell’indagare quel che Pasolini definiva la scomparsa delle lucciole e che qui si traduce in scomparsa del futuro. Ecco che Magnifico, attraverso i linguaggi dell’audiovisivo, elabora una nuova coscienza per apprezzare la bellezza nascosta nell’abbandono polveroso e dignitoso del centro storico, reso ora vitale da installazioni poetiche e minimali, che leggono nelle pietre dei vicoli un moto necessario, quasi un’interruzione del silenzio per riorganizzare, anche solo con la fantasia, lo scorrere del tempo. Nel distacco dei luoghi l’artista coglie un senso di speranza e di presenza, cercando nei dettagli lo spirito del tempo e un’impronta di futuro. Quattro opere – due video, una fotografica ed una sonora diffusa tra le stradine del paese – declinano un racconto immersivo, una sorta di microscopio sociale su un’umanità dolente ed affascinante colta nell’attimo dell’eclissi. L’auspicio è la restanza. (Tommaso Evangelista)

 

Artists in Residence Project